di Matteo Pennacchia

Con due anni di ritardo e una distribuzione non certo capillare è arrivato nelle sale italiane “L’infanzia di un capo (The Childhood of a Leader)” di Brady Corbet. Titolo e impianto narrativo sartriani, suggestioni cinematografiche che vanno da Pialat a Sokurov, il film racconta la formazione di un despota bambino e lavorando sul senso delle immagini, scavando dentro metodi e forme di esercizio del potere raggiunge zone morte dove sono indistinguibili desiderio e disordine, educazione e punizione, mentre nell’ombra vengono chiamate in causa tragedie storiche e responsabilità collettive.

Un’opera cupissima, legata indissolubilmente al mondo della musica. Per due motivi. 

Il primo: Scott Walker, autore di una colonna sonora stridente, orrorifica, cui si deve molta dell’inquietudine in ballo. Cantante e compositore, la parabola di Walker inizia negli anni Sessanta e arriva ai giorni nostri attraverso ballad svenevoli, hits beatlesiane, country folk, new wave, per poi implodere nei toni oscuri e sperimentali quasi noise degli ultimi anni, tanto amati dagli alfieri drone-metal Sunn O))); la loro collaborazione con Walker è del 2014 e si chiama “Soused”. Figura enigmatica e inafferrabile, non poteva non suscitare l’interesse di spiriti affini: David Bowie è uno dei produttori esecutivi del documentario “Scott Walker: 30 Century Man” (2006), in cui compaiono fra gli altri Radiohead, Brian Eno, Marc Almond, Gavin Friday.

Il secondo motivo: Brady Corbet. Ventinove anni, qui all’sordio nella direzione di un lungometraggio ma forte di esperienze attoriali con Araki, Haneke, Assayas. La sua prima regia ufficiale risale al 2012 ed è il videoclip di “Man on Fire” di Edward Sharpe and the Magnetic Zeros. Corbet ha speso gran parte del budget di “The Childhood of a Leader” per pagare l’orchestra con cui Walker ha dato vita alla propria disturbante partitura. Segno palese della centralità della musica nell’orizzonte del regista, confermata ulteriormente da quello che dovrebbe essere il suo prossimo film: “Vox Lux”, ascesa e caduta di una pop star, con Rooney Mara, Jude Law e soundtrack di Mica Levi.