All’origine del mito della Bassista Donna c’è anche lei, insieme all’omonima Deal in forza ai Pixies: Kim Gordon, fondatrice nel 1981 dei Sonic Youth insieme al futuro marito, ora ex, Thurston Moore. Una parabola che ha anticipato innumerevoli formazioni nate a fine anni Ottanta, alla quale Gordon ha preso parte suonando (oltre ai S.Y.: Free Kitten, Body/Head, Glitterbust) e producendo (il debutto delle Hole) ma sempre dividendosi fra musica e attività trasversali. Diplomata all’Otis College of Art & Design, L.A., è curatrice d’arte e artista lei stessa; ha lanciato nel 1993 una linea di abbigliamento alternativa (testimonial: Chloë Sevigny pre-cinema) diventata un piccolo culto fra la gioventù skater e bruciata del periodo, quella ritratta due anni dopo in “Kids” da Larry Clark; ha diretto in coppia con Spike Jonze il videoclip di “Cannonball” delle Breeders (ancora Kim Deal) e il film-performance “Perfect Partner”, con Michael Pitt.

Sullo schermo, oltre che nei documentari sui Sonic Youth, è apparsa in cortometraggi, serie tv (Girls, Gossip Girl, Una mamma per amica, per esaudire i desideri della figlia Coco) e ha recitato per Van Sant (Last Days), Haynes (Io non sono qui) e Assayas (Boarding Gate, con Asia Argento).

Nel 2015, anno d’uscita dell’autobiografia “Girl in a Band”, ha accettato entusiasta la parte della professoressa di inglese che in classe discetta di Blake in “Der Nachtmahr”: incubo audiovideo di novanta minuti che aggiorna l’horror paranoico ai tempi del clubbing, fra visioni di mostriciattoli, feste tekno, luci strobo, adolescenza inquieta, girato a costo zero dal visual artist tedesco Achim Bornhak (alias Akiz), con lo zampino dei riformati Atari Teenage Riot in colonna sonora.