BLESSINGS
Ones
di Seb Tabe, 3’39”, UK
SIGNAL FROM THE NOISE
BADBADNOTGOOD
di Duncan Loudon, 9’09”, UK
FAUTEUIL LIT
Gibkiy Chaplin
di Maksym Kotskyi, 4’55”, Ucraina
THE DAISY
Ross From Friends
di Rudà Santos, 5’47”, UK
UNICA’S CLOUD
DELAURENTIS
di AB/CD/CD, 2’32”, Francia
NARRATOR
Squid ft. Skye Murphy
di Felix Geen, 8’35”, UK
MONEY IS THE ONE TRUE GOD
Blake Mills
di Lachlan Turczan, 6’57”, USA
NÉORÉALITÉ
Steve Barakatt
di Francis Bordeleau, 4’00”, Canada
SERVANT OF SPRING
Ilia Mazo
di Anna Koshka Neon, 3’21”, Russia
LA NUÉE
Simon Leoza
di Vincent René-Lortie, 5’45”, Canada
INCOMPLETE
Ash Koosha
di Dalena Tran, 3’29”, USA
MI HUELLA
Fuel Fandango ft. María José Llergo
di Alex Gargot, 4’12”, Spagna
BARBARKA
Maria Peszek ft. Oskar83
di Grajper, 4’19”, Polonia
AUSTIN
Zemfira
di Alexey Krupnik, 5’55’’, Russia
AKIMBO (Prod. Focus Beatz X Hellboy)
Ziak
di BLEU DESERT, 2’47’’, Francia
ANA Y EL DRAGO
Lezón & Limousin
Ángel Pastrana, 5’42’’, Spagna
JOHN L
black midi
di Nina McNeely, 5’14’’, USA
CAN’T STOP STARING AT THE SUN
Patrick Watson
di Jacob Jonas, 3’55’’, Los Angeles
MEET YOU AT THE LIGHT
Desirée Dawson
di Alexander Farah, 6’09’’, Canada
MY TEARS ARE BECOMING A SEA
M83
di Sacha Barbin & Ryan Doubiago, 3’44’’, USA
Precedente
Successivo

SOUNDIES

Se c’è un concetto che mi tormenta da sempre, quello è il tempo. Ho paura del tempo, ma come tutti sono trasportato da esso. Negli ultimi anni è diventato ancora più incerto, è una creatura profondamente spaventosa: cambiamenti climatici, diritti umani calpestati, guerre contro i più deboli, indifferenza, il capitalismo ormai normalità, il mondo in ginocchio per colpa di un veleno. Il tempo guarda imperturbabile, si volta e continua a fuggire. Il cinema non solo racconta il tempo, lo combatte. Nello specifico linguaggio dei videoclip il tempo viene sgretolato, plasmato a semifluido, imprigionato. In The Daisy un giocatore sfida lo scorrere dei secondi con il suo cubo di Rubik, in Unica’s Cloud una donna cerca di padroneggiare lo sviluppo tecnologico con un danza tribale. Il futuro è già successo? È la domanda che ci si pone guardando Incomplete di Ash Koosha, un’infinita coreografia di corpi in caduta sullo sfondo del mondo in continuo mutamento. In La nuée è la natura che riprende in mano il potere difendendo il presente da un passato maligno. In Barbarka la regia e la musica sono in grado di riavvolgere il nastro del tempo con la stessa violenza che hanno subito. 20 videoclip, reti neurali e sistemi di intelligenza artificiale producono l’impatto tra suono e immagine nel live di Lorem, la mostra con Karol Sudolski e due panel esclusivi per fermare il tempo. E forse pensare che non è più una creatura indomabile, ma il bene più prezioso che abbiamo.

Alessandro Maccarrone // curatore

KAROL SUDOLSKI - YOU ARE MY ANCHOR POINT
SOLO EXHIBITION
MERCOLEDÌ 9 FEBBRAIO // ORE 18.00 // RECONTEMPORARY //OPENING 18-21

Il punto di ancoraggio, baricentro di un sistema di corpi, punto nello spazio tridimensionale attorno al quale agiscono forze esterne di trasformazione, punto cardine nella rotazione, focus dell’attenzione, origine da cui nascono particelle, frammenti di texture dettate da estetica e apparente caos. Seeyousound e Recontemporary presentano, in occasione dell’ottava edizione del festival, You are my anchor point, la
prima mostra personale del visual artist Karol Sudolski. Videoclip, opere in realtà aumentata e fotogrammetria creano uno scenario difficile da definire. Uno scenario dominato dal colore e da riferimenti alla quotidianità, un paesaggio che ti accoglie nella sua paradossale e onirica intimità ma che allo stesso tempo, come fosse un ossimoro, ti fa perdere ogni connessione con la vita reale privandoti della capacità di orientarti. La stessa sensazione di spaesamento di quando, al risveglio di un sogno, non si riescono a trovare le parole giuste per raccontarlo.

You are my anchor point è un archivio di entità frammentate create grazie alla fotogrammetria che prendono vita in uno spazio etereo e strettamente personale, facendo così emergere la visione dell’artista. Al centro del lavoro vi è la decostruzione del corpo che, ridotto a mera superficie, ci spinge a riconsiderare la nostra concezione di interno ed esterno, individuo e gruppo, realtà e rappresentazione.

INFO

recontemporary.com/mostre/karol-sudolski-you-are-my-anchor-point/


DURATA MOSTRA / 9 FEBBRAIO – 12 MARZO 2022 – OPENING / 9 FEBBRAIO ORE 18.00 – 21.00
APERITIVO CON DIPLOMATICO / 19 FEBBRAIO ORE 18.00 – 21.00
Accesso gratuito durante le giornate del festival e durante l’opening, per il resto della durata è richiesta la tessera di Recontemporary (12€ annuali) -> recontemporary.com/club

LOREM LIVE A/V
SABATO 19 FEBBRAIO // ORE 22.30 // CINEMA MASSIMO / SALA 1 CABIRIA / DIPLOMATICO

LOREM è un progetto multidisciplinare curato da Francesco D’Abbraccio, musicista, artista visivo e ricercatore indipendente italiano. LOREM lavora con reti neurali e sistemi di intelligenza artificiale, per produrre suoni, immagini e testi con una forte componente narrativa e politica.

Il suo lavoro è stato esposto (tra gli altri) ad Ars Electronica, Biennale di Venezia, London Design Biennale, Berlin Transmediale, NXT Museum Amsterdam, Sheffield International Documentary Festival, Museo Triennale di Milano, HEK Basel, Design Museum, Elevate Graz. È co-direttore creativo di Krisis Publishing, una piattaforma editoriale e curatoriale che si concentra sull’impatto della cultura dei media sui contesti contemporanei.

Seeyousound porta il suo LIVE A/V in sala 1 al Cinema Massimo come evento straordinario della sezione dedicata ai videoclip SOUNDIES, per indagare il rapporto sempre più importante tra linguaggio sonoro e cinematografico.

FRANCESCO D’ABBRACCIO/KAROL SUDOLSKI
DISTRUST EVERYTHING
PANEL - INGRESSO LIBERO
20 FEBBRAIO // ORE 17:00 // RECONTEMPORARY

Francesco D’Abbraccio e Karol Sudolski raccontano i processi dietro al loro lavoro, e introducono Distrust Everything, un’installazione AV in episodi sviluppata attraverso sistemi di intelligenza artificiale e fotogrammetrie 3D, che immerge i visitatori in un sogno inquietante e sintetico realizzato da una rete neurale. Scritta a partire da un gigantesco dataset di dream report di Mirek Hardiker, l’opera immersiva esplora il rapporto tra Finzione e Verità nell’era dell’intelligenza artificiale attraverso un’esperienza estetica che sfida la nostra percezione dei paesaggi interni ed esterni.

RECONTEMPORARY
Via Gaudenzio Ferrari, 12 – Torino