Nell’Unione Sovietica degli anni ’70 Rafael è nell’esercito di guardia quando il confine viene attaccato da guerrieri cinesi di kung fu: volanti hippie vestiti di nero che, dalle loro radio portatili, ascoltano a tutto volume i Black Sabbath. Rafael ne viene folgorato, e vorrebbe diventare proprio come loro, ma tutto ciò non è consentito nel suo Paese. Trova l’opportunità di farlo in un monastero, un luogo che è un mondo altrettanto ribelle e proibito dell’Unione Sovietica, dove monaci vestiti di nero e dai capelli lunghi combattono una lotta invisibile che nell’umiltà ha la sua forza. Il passo di Rafael in questo cammino dell’umile sarà poco agile, ma la sua sfida sarà piena di commedia, tentazione, fede e amore, doom metal e canti monastici. The Invisible Fight trova in uno straniamento brechtiano un inno alla gioia.