WE WANT THE FUNK!

RISING SOUND - 85' - USA - 2025 - Documentario
ANTEPRIMA ITALIANA

VENERDÌ 6 MARZO - 21:30 - SALA 1

Cos’è il funk? È difficile definirlo, ma basta sentirlo per riconoscerlo. We Want the Funk! è un viaggio energico e celebrativo nella storia di un genere nato dalle radici africane, gospel e jazz, cresciuto nell’America nera del dopoguerra e diventato una forma di resistenza gioiosa e di affermazione identitaria. Attraverso figure iconiche come James Brown, George Clinton e i Parliament-Funkadelic, Sly and the Family Stone, Labelle e Fela Kuti, il film ripercorre l’evoluzione del funk e la sua influenza su hip-hop, new wave e musica contemporanea. Diretto da Stanley Nelson e Nicole London, il documentario evita la lezione accademica per lasciare spazio al ritmo, al corpo e all’energia di una musica che non appartiene al passato: il funk non si spiega, si sente. E quando arriva, non se ne va più.

CREDITS

Regia: Stanley Nelson, Nicole London

Fotografia: Antonio Rossi
Montaggio: Richard Lowe
Suono:
Produzione: Firelight Films
Genere: Documentario
Anno: 2025
Paese: Stati Uniti
Durata: 85’
Lingua: Inglese (v.o. sott. it)

DIRECTOR'S BIO

Stanley Nelson è un regista e produttore documentaristico statunitense tra i più importanti narratori della storia e dell’esperienza afro-americana nel cinema contemporaneo. Vincitore di numerosi Emmy Award e insignito del National Humanities Medal dal Presidente Obama, Nelson ha diretto film di grande impatto come Black Panthers: Vanguard of the Revolution e Jonestown: The Life and Death of People’s Temple, esplorando spesso i nodi culturali, sociali e politici del Novecento americano.
Nicole London è una regista e produttrice statunitense con un forte background nella musica e nel documentario. È stata nominata al Grammy Award per la produzione di Miles Davis: Birth of the Cool, vincitore dell’Emmy Award nel 2021. Tra le sue produzioni recenti figurano Sammy Davis, Jr.: I’ve Gotta Be Me e The Talk: Race in America, oltre a oltre una dozzina di film presenti nella Segregation Gallery dello Smithsonian Museum.