Un becchino iraniano espatriato in Canada, addetto al lavaggio dei cadaveri secondo rituale islamico, riceve una strana richiesta: una conterranea, cantante pop dissidente costretta a nascondersi dal regime, pianifica di uccidersi come atto estremo di protesta e vuole che qualcuno si occupi del suo corpo. Tra i due nasce un inatteso legame d’amicizia, a base di segretezza e condivisione dell’esilio benché per motivi diversi (economici lui, politici lei). Il dramma identitario si colora di militanza antirepressiva ed esplode con violenza nel noir, in un film girato intenzionalmente con zero budget e un milione di rivendicazioni. Al centro di tutto la figura di Jana, interpretata da Gola, vera cantante iraniana più volte arrestata dal regime prima della decisione di rifugiarsi in Inghilterra.