Le immagini tornano a parlare, ma soprattutto tornano a farsi ascoltare. Nell’ecosistema di Seeyousound International Music Film Festival, Frequencies si conferma uno degli spazi più fertili di ricerca e sperimentazione: un laboratorio in cui il cinema muto smette di essere archivio e diventa materia viva, riscritta dal suono contemporaneo.
Curata da Riccardo Mazza, la sezione Frequencies invita ogni anno musicistə, producer e sound designer a confrontarsi con una sfida tanto semplice nella formulazione quanto complessa nell’esito: restituire voce alle immagini attraverso una sonorizzazione originale. Non si tratta di accompagnare il cinema, ma di rileggerlo, deformarlo, espanderlo. In questo incontro tra epoche e linguaggi, il film non è mai un oggetto statico, ma un campo aperto di interpretazione.
Anche per la dodicesima edizione del festival, i film selezionati per i finalisti sono stati individuati in collaborazione con l’archivio storico del Museo Nazionale del Cinema di Torino, un patrimonio di straordinario valore per la storia del cinema. L’archivio conserva migliaia di documenti inediti — sceneggiature, lettere, contratti, appunti — che testimoniano la vita e l’attività di società, registi, sceneggiatori, attori e tecnici del cinema muto e sonoro, italiano e internazionale. Un insieme di oltre cento fondi e raccolte, composto da dossier, carte e materiali eterogenei per origine e natura.

Da questo patrimonio sono stati selezionati quattro filmati che, attraverso la sonorizzazione, tornano oggi a parlarci. Interfacciarsi con queste immagini del passato significa riconoscersi parte di un flusso comune: cambiano i costumi e le forme esteriori, ma permangono i gesti essenziali dell’essere umano, ricordandoci che siamo parte di uno stesso destino che ci attraversa e ci lega.
Le opere finaliste del contest sono oggi disponibili online, accessibili a tutti: un archivio sonoro che nasce dall’incontro tra sensibilità contemporanee e materiali provenienti dall’Archivio del Museo Nazionale del Cinema. Un patrimonio storico che, grazie a queste nuove composizioni, si riattiva e si trasforma, diventando qualcosa di diverso dalla sua forma originaria.
Il risultato è un insieme di “nuove letture sonore” che non si limitano a illustrare le immagini, ma le interrogano. Il suono diventa dispositivo critico: può alterare il ritmo di una sequenza, cambiare il senso di uno sguardo, spostare il baricentro emotivo di una scena. È in questa tensione che Frequencies trova la propria identità più profonda, quella di un ponte tra memoria cinematografica e immaginazione musicale.
Le sonorizzazioni finaliste di questa edizione sono state firmate da Antonietta Milone, con Preambolo. Vagabondaggi filmati, da Matteo Sarotto con Birmania, da Anna Balestrieri con Afghanistan e da Leonardo D’Angelo con Nepal. Quattro lavori distinti per approccio e sensibilità, accomunati da un gesto condiviso: restituire alle immagini mute una voce che non le accompagna, ma le reinventa.

L’album delle sonorizzazioni dei finalisti dell’edizione di Frequencies 2026 ▷ https://vimeo.com/showcase/12247365
Matteo Sarotto plays Birmania ▷ https://vimeo.com/1192881634
Leonardo D’Angelo plays Nepal ▷ https://vimeo.com/1192882537
Antonietta Milone plays Preambolo. Vagabondaggi filmati ▷ https://vimeo.com/1192884084
Anna Balestrieri plays Afghanistan ▷ https://vimeo.com/1192885104


