UN GEMELLAGGIO TRA SUONO E VISIONE: SEEYOUSOUND A MARSIGLIA

Di Paolo Campana

 

Poco più di sette ore di viaggio per ritrovarsi catapultati nel profondo Sud-Est della Francia, nella sua città più antica: Marsiglia. Basta un FlixBus, con tratta diretta da Torino, per respirare la Provenza e sentirsi dentro un film con Jean-Paul Belmondo, accompagnati da una colonna sonora di Ennio Morricone e magari da una bouillabaisse, il tipico piatto di pesce locale.

Sono queste le sensazioni che hanno accompagnato la collaborazione dello scorso 4 aprile tra Seeyousound e Music & Cinema Marseille, festival giunto alla sua 27ª edizione che, a differenza del primo, si concentra sul potenziale delle colonne sonore e sulla creazione musicale per l’immagine. La kermesse rappresenta anche un importante punto d’incontro, con sessioni di pitch, presentazioni di progetti e masterclass, tra chi la musica per film la realizza e chi la produce.

L’occasione per questo gemellaggio è stata la presentazione del film Googoosh – Made on Fire di Niloufar Taghizadeh, documentario dedicato alla cantante iraniana Googoosh, icona pop internazionale degli anni ’70 e oggi simbolo della difesa dei diritti delle donne iraniane. Il film era stato presentato in anteprima italiana all’11ª edizione di Seeyousound.

 

 

L’evento rientrava nella sezione “Carte Blanche”, che raccoglie collaborazioni con altri festival europei e lascia intravedere l’inizio di uno scambio proficuo lungo l’asse mediterraneo.

Il Music & Cinema Marseille si svolge nel cuore della città, lungo la Canebière, storica arteria che conduce al porto, presso l’Artplex: un cinema multisala nato come polo culturale. Qui, durante tutto l’anno, è possibile immergersi in mostre fotografiche, rassegne e momenti di intrattenimento, oltre a godere di una terrazza panoramica con vista a 360° sulla città, magari sorseggiando un pastis in compagnia di ospiti internazionali.

All’esterno del cinema subito a fianco, il Blum con il suo dehor, locale di riferimento del festival, dove ogni sera – a fine proiezioni – il pubblico si ritrova tra pizza, piatti provenzali, pronto per il dancefloor.

Il concorso lungometraggi di quest’anno ha visto titoli come Sandbag Dam di Čejen Černić Čanak, già presentato alla Berlinale, con musiche del compositore lituano Domas Strupinskas; Fantasy di Kukla, presentato a Locarno con colonna sonora di Relja Cupić; e White Snail di Elsa Kremser e Levin Peter, accompagnato dalle musiche dei giovani compositori John Gürtler e Jan Miserre.

Quest’ultimo, pluripremiato per miglior colonna sonora, miglior interpretazione e Pass Culture, racconta l’incontro tra una modella e un impiegato notturno in un obitorio, destinato a mettere in discussione la loro idea di bellezza, vita e rapporto con la morte.

Particolarmente ricca anche la sezione cortometraggi, con 57 opere in concorso. Ben cinque menzioni speciali sono andate a Palestine Island di Nour Ben Salem e Julien Mananteau, che racconta la storia di Maha, dodicenne del campo profughi di Balata, pronta a tutto pur di far credere al nonno cieco che il muro di separazione sia caduto.

 

 

Ospite d’onore di questa edizione è stato Steven Price, tra i più apprezzati compositori del cinema contemporaneo, noto per le sue texture elettroniche e pulsazioni organiche nella colonna sonora di Gravity di Alfonso Cuarón, che gli è valsa l’Oscar nel 2014.

Tra gli altri appuntamenti, Vivaldi et Moi, film d’apertura ambientato nella Venezia del XVIII secolo, racconta la storia della giovane violinista Cecilia, il cui destino cambia con l’arrivo di Antonio Vivaldi, dove la musica diventa insieme resistenza e ricerca di sé. Da segnalare anche l’atelier di audiodescrizione, format originale in cui i partecipanti, guidati da persone non vedenti, traducono immagini cinematografiche in parole, in armonia con la musica.

Una trasferta ricca di stimoli e suggestioni sensoriali, a due passi dal quartiere Panier, che potrà arricchire ulteriormente l’esperienza di Seeyousound nelle prossime edizioni.

E poi Marsiglia, non è solo città di ‘savon et lavande’, ma è la culla dell’hip hop francese di gruppi come IAM e Fonky Family, oltre che del reggae “provenzale” dei Massilia Sound System: un luogo che vale sempre il viaggio. Magari accompagnando il tutto con un cous cous, piatto quasi più locale della bouillabaisse.