LP DOC

A CENTURY IN SOUND

4 MARZO | ORE 17:00 | SALA 3

HERBIE

5 MARZO | ORE 18:30 | SALA 1

BUTTHOLE SURFERS: THE HOLE TRUTH AND NOTHING BUTT

5 MARZO | ORE 20:30 | SALA 1

PAULINE BLACK. A 2-TONE STORY

6 MARZO | ORE 20:00 | SALA 3

I WANT IT ALL. HILDEGARD KNEF

7 MARZO | ORE 17:10 | SALA 3

LP DOC

Se “gli anni 2000 sembrano irrimediabilmente malati di passato”, come scrive Simon Reynolds in Retromania, è proprio in questa ossessione per il revival che la memoria acquista un potere generativo e diventa riflessione sul presente. Questo è il nodo che intreccia le cinque storie del concorso documentari.

In Herbie, dello svizzero Patrick Savey, un musicista come Herbie Hancock esplora funk ed elettronica portandosi dietro il background jazz degli anni ‘60, laddove nell’Inghilterra infiammata dai conflitti sociali di fine anni ’70, la cantante di colore dei The Selecter, del film di Jane Mingay, Pauline Black, A 2-Tone Story, cresciuta in una famiglia bianca, trova sé stessa solo recuperando le sue origini africane.

Capita anche che, in un presente sempre più polverizzato dagli eventi, il passato resti l’ultimo luogo in cui trovare rifugio: avviene in A Century In Sound dei neozelandesi Nick Dwyer e Tu Neill, ambientato negli Ongaku Kissa giapponesi, caffè dove ci si siede per ascoltare dischi e dove il nastro della storia si riavvolge all’indietro. Mentre in  I Want It All di Luzia Schmid, presentato alla scorsa Berlinale, la figura della cantante-diva Hildegard Knef, fluttua in una Germania in bianco e nero da Anno Zero, sovrapponendosi al mito di Marlene Dietrich.

Altro giro di memoria: il surreale viaggio nel tempo della band che influenzò i Nirvana: i Butthole Surfers, del film The Hole Truth and Nothing Butt di Tom Stern. Formazione che ha messo in scena, con la provocazione, l‘ipocrisia di un’ America in cui riecheggia l’oggi. Per ritrovarsi, non resta che fare un viaggio nel tunnel del tempo.

 

 

Paolo Campana / Curatore