LE BOUG DOUG
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7 INCH

«Instead of living like this, I would like a meteorite to fall»

In una canzone che non vi si staccherà più dalla testa, la protagonista di Misery Loves Company esprime tutta la sua angoscia all’idea di vivere in un futuro in cui sembra non esserci spazio per lei. Al contrario, i ragazzi di Le Boug Doug usano la musica per affermare la propria identità e portarci in un mondo surreale di cui loro sono i padroni.

Ma cosa accade quando da razionale mezzo di espressione la musica diventa il pretesto per un abbandono sfrenato, una danza incontrollabile capace di ferirci – mentre ci dimeniamo nel tentativo vano di liberarci da una prigione (Techno Mama) – o addirittura ucciderci (Red Shoes, Landgraves)?  E se invece a muoversi compulsivamente fossero le immagini che quotidianamente subiamo senza concederci mai tregua (One Thousand and One Attempts to an Ocean)?

Meglio un meteorite che vivere in questo mondo. Eppure, in questo mondo esiste la musica: un’energia capace di muoverci e creare la nostra dimensione (Delimitation), una via di fuga (A Guitar in The Bucket, J’ai rêvé Carthage), un sogno ad occhi aperti (The Girl with a Termal Gun).

È questo che racconta la selezione di quest’anno. Il desiderio di esprimersi oltre le quattro mura di una casa, oltre gli schemi imposti dalla società, oltre noi stessi.

Sara Bianchi, Chiara Rosaia / Curatrici