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SYS7 TRANS-GLOBAL EXPRESS

CONTRADICT - IDEAS FOR A NEW WORLD
Lavorare per il cambiamento significa camminare su una linea sottile tra creatività, diffidenza, rabbia, esaurimento e malessere.
SCHEDA DEL FILM
SMALL ISLAND, BIG SONG
Un'impresa musicale imponente, ma anche un accorato appello alla consapevolezza e alla conservazione dell'ambiente.
SCHEDA DEL FILM
LISBON BEAT
Un'odissea musicale energica ai margini della città.
SCHEDA DEL FILM
AMAZÔNIA GROOVE
Un viaggio di scoperta lungo il Rio delle Amazzoni di storie di musiche nate dal ritmo dell'acqua.
SCHEDA DEL FILM
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TRANS-GLOBAL EXPRESS

RISING SOUND

Un anno fa, saliti sul Trans-Global Express, eravamo partiti dal cuore dell’Africa per un viaggio di esplorazione e scoperta musicale, che attraversando il passato immaginava il futuro. Appena partiti, questo, come ogni viaggio, è stato sospeso. 

In realtà non si è mai fermato e ora riparte con curiosità e fiducia verso nuove destinazioni.

La musica ama viaggiare e ha da sempre la forza di valicare i confini, contribuendo a diffondere la conoscenza di paesi, popoli e culture: in quest’era iperconnessa e globalizzata dai fluidi confini spazio-temporali attraversa inarrestabile il mondo intero. Brian Eno ha scritto che “la musica è l’arte di muoversi restando fermi”, e nel difficile e surreale periodo che stiamo vivendo ci dona sollievo, ci porta lontano e supporta la nostra inguaribile voglia di conoscere il mondo.

Ripartiamo dal Ghana dai mille contrasti: in Contradict – Ideas for a new world un gruppo di musicisti chiede un nuovo ruolo per l’Africa nel mondo di oggi, desideroso di ritagliarsi la propria identità sonora, di sperimentare e di collaborare.

Attraversiamo l’Oceano Atlantico e arriviamo in una parte fondamentale del pianeta Terra, che ha tanto da rivelarci, con Amazônia Groove, un triangolo perfetto di musica, natura e spiritualità, un’occasione unica per scoprire musicisti di talento e canzoni che ancora, persino in Brasile, pochi conoscono.

Dopo il Rio delle Amazzoni, 16 nazioni insulari dell’emisfero australe ci incantano con Small Island, Big Song, una songline oceanica che ci riempirà le orecchie con alcuni dei suoni più intensi ed evocativi che si possano immaginare. Una dichiarazione musicale contemporanea e rilevante di fronte al cambiamento climatico.

Con Lisbon Beat ritorniamo in Europa, nei ghetti intorno a Lisbona, una città con complesse lotte di identità, dove influenze da tutto lo spettro africano hanno generato un nuovo sound, un ricco arazzo di ritmi.

Che questa circumnavigazione musicale sia un’occasione per allargare i nostri orizzonti, accendere la nostra curiosità e farci scoprire l’enorme ricchezza e le potenzialità creative dell’incontro con l’altro.

Juanita Apráez Murillo / Curatrice

TRANS-GLOBAL PANEL

Sono passati 34 anni da quando nel lontano 1987 un gruppo di rappresentanti di etichette discografiche si riunì in un pub a Londra e a tavolino inventò un genere: la World Music.

Lo scopo era quello di vendere e promuovere quelle musiche provenienti da ogni angolo del mondo, che, non avendo una propria collocazione, venivano nascoste nei negozi di dischi tra le sezioni jazz o folk, nel tentativo di dare ordine alla diversità.

Fu una decisione semplice, ma dal risultato notevole: gruppi africani, mediorientali o latinoamericani trovarono un nuovo mercato globale, ma allo stesso tempo una sorta di ghettizzazione.

Oggi quell’etichetta stereotipata e vagamente colonialista, che rimanda a un’idea di paesaggi remoti, esotici, da cartolina, è stata superata grazie alle nuove geografie sconfinate della rete che rende accessibili interi generi musicali nati dall’ibridazione tra beats globali e suoni locali.

Per rappresentare meglio le attuali tendenze di ascolto e l’evoluzione culturale delle diverse comunità e per andare verso un termine più rilevante, moderno e inclusivo, i prestigiosi Grammy Awards hanno scelto di aggiornare la definizione “World Music” sostituendola con “Global Music”.

Come un sismografo la musica rileva i movimenti di un mondo in costante cambiamento al quale anche il linguaggio si deve adattare, ma davvero basterà cambiare un termine per allontanarci da esotismo e colonialismo e perché la nostra mentalità evolva?

Di questo e di altri temi intorno alla Global music si parlerà nello speciale panel in programma quest’anno.

SABATO 20 FEBBRAIO / 16.30 / CANALI SOCIAL SEEYOUSOUND

INTRODUCE
Juanita Apràez Murillo, curatrice della sezione Rising Sound – Trans-Global Express

MODERATORE
Jacopo Tomatis, musicologo, musicista e giornalista musicale per Il Giornale della Musica

INTERVENGONO
Thomas Burkhalter, etnomusicologo, artista creativo e giornalista musicale e regista di Contradict

Raffaele Costantino aka Dj Khalab, Dj, produttore, conduttore radiofonico su Radio2, consulente musicale

Marcello Lorrai, conduttore radiofonico su Radio Popolare, giornalista musicale, scrittore

JACOPO TOMATIS

Musicologo, giornalista musicale e musicista, Jacopo Tomatis insegna discipline legate alla Popular music all’Università di Torino, nei Conservatori di Milano e Pescara e al Master in produzione e promozione della musica dell’Università di Bologna. La sua prima monografia, Storia culturale della canzone italiana, è uscita nel 2019 per il Saggiatore. Come giornalista musicale, dal 2008 è redattore del giornale della musica, per cui cura le sezioni dedicate al jazz, al pop e alle musiche del mondo. È direttore artistico del Premio Loano per la Musica Tradizionale Italiana, il principale riconoscimento per la musica folk in Italia. Come musicista, è parte del collettivo Lastanzadigreta.

TOMAS BURKHALTER

Nato nel 1973 in Svizzera. Lavora come etnomusicologo, artista creativo e giornalista musicale. Fondatore e direttore della piattaforma Norient (norient.com), nonché direttore artistico del Norient Musikfilm Festival. Ha pubblicato libri sulla musica e la globalizzazione come Local Music Scenes and Globalization: Transnational Platforms in Beirut (Routledge). Conduce progetti di ricerca all'Università d'arte di Berna; ha prodotto trasmissioni, podcast e performance audiovisive e ha co-curato la mostra itinerante Suoni sismografici - Visioni di un nuovo mondo. Fra i suoi progetti recenti si contano il documentario Contradict: Ideas for a new world (2019) e la performance teatrale audiovisuale Clash of God.

RAFFAELE COSTANTINO

Conduce MusicalBox su Radio 2, punto di riferimento nel panorama radiofonico nazionale, cura per la serie podcast Soundreef waves. Pubblica il suo primo libro nel 2016: Storia Di Una Playlist, Playlist di Una Storia. Socio fondatore della Snob Production e di Snob Studio, è consulente musicale, curatore e direttore artistico. Ha collaborato con L’Auditorium di Roma, dirigendo per sette anni Meet In Town e curando l’incontro tra jazz ed elettronica per Parco Della Musica Records. Contribuisce alla divulgazione di nuovi linguaggi, con attenzione per le nuove direzioni del jazz e per la sperimentazione di nuovi incroci tra musica elettronica e tradizione Africana. Con Gilles Peterson collabora per il progetto radio Worldwide Fm.

MARCELLO LORRAI

Dal 1985 collabora all'emittente libera milanese Radio Popolare ricoprendo anche il ruolo di direttore della programmazione. Sempre per la stessa emittente, tra il 1986 e il 2003 cura le scelte artistiche di Extrafesta, appuntamento annuale con la musica e la cultura multietnica a Milano, proponendo prime italiane assolute di nomi come Khaled, Kassav, Carlinhos Brown. Collabora come giornalista musicale con Il Manifesto, Nigrizia, la Radio Svizzera Italiana, occupandosi soprattutto di jazz e musica africana. Fra i suoi libri: La battaglia del raï (con Chawki Senouci, Zelig 1998), la guida musicale Cuba (Editori Riuniti 2003); Africana (Auditorium 2006).

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