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SYS7 7 INCH

MAMBA NEGRA: THE SOUND AND THE FURY OF SÃO PAULO
Rave culture e resistenza sociale.
SCHEDA DEL FILM
ELI
Un viaggio magico e surreale nella mente di Eli.
SCHEDA DEL FILM
NOCTURNAL JOURNEY
Fra innocenza perduta e black metal norvegese.
SCHEDA DEL FILM
LIP SERVICE
(Not) So sexy: la verità della voce dietro gli audio book erotici.
SCHEDA DEL FILM
FIN DE SAISON
Quali segreti si celano tra i cottage di un campeggio estivo? Un musical rock all’insegna del nonsense.
SCHEDA DEL FILM
DON'T CHANGE THE TOPIC
Quando le parole sono più taglienti di un coltello. La legge del branco tra le strade di una città polacca.
SCHEDA DEL FILM
JUSQU'A L'OS
Attraverso lo specchio di Usé.
SCHEDA DEL FILM
FLOW
La realtà è un flusso di suoni.
SCHEDA DEL FILM
SOUSAPHONE
Un’ironica metafora musicale sulla difficoltà di accettare la vecchiaia.
SCHEDA DEL FILM
THE DEVIL'S HARMONY
Attenti alle voci killer.
SCHEDA DEL FILM
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7 INCH

Lo scorso febbraio (quando la chiusura dei luoghi pubblici assegnò alla 6° edizione di Seeyousound l’invidiabile record di primo festival italiano cancellato causa Covid) i giurati della sezione 7Inch rilevarono tra le opere selezionate la condivisione di uno spiccato dark mood, da fine del mondo. Noi programmatori non avevamo stabilito a priori alcun fil rouge da percorrere nella scelta dei film – non lo stabiliamo mai – ma, quando la giuria ci prestò questa osservazione, l’esistenza di un’origine comune a tutti i lavori si palesò davanti ai nostri occhi. Avevamo chiuso la selezione molto prima, intorno a novembre 2019, ma forse il cinema aveva già fagocitato gli indizi che suggerivano da tempo l’imminenza di uno sconvolgimento nello stato delle cose. E così dovevamo aver fatto noi, inconsciamente, cogliendo nei cortometraggi scelti l’avvertenza di qualcosa di invisibile che tuttavia ci sentivamo addosso. Ora che videomakers di ogni sorta e di tutto il mondo si sono confrontati a viso aperto con la materia esplicita di quei presagi, all’interno delle espressioni culturali e spettacolari il dark mood apocalittico sembra ridefinirsi nel raccontare l’esperienza della solitudine, dell’isolamento, dell’estraneità a fenomeni relazionali di qualsiasi grado. A un’occhiata superficiale, ecco l’inconscio fil rouge ex post che lega i cortometraggi di quest’anno, fra adolescenze inquiete (luogo privilegiato di solitudini e misurazioni dei rapporti con l’altro), reclusioni più o meno forzate, esclusioni sociali, impasse esistenziali. Tutto giusto. Salvo che poi, guardando meglio, forse la cerniera fra ognuno dei titoli è un’altra, sound a parte ovviamente: l’avvenire di una transizione. Un passaggio, un superamento di condizione – o almeno, una tensione al superamento. Gli “esclusi” di Mamba Negra rivoltano le strade con le loro istanze. La voce femminile di Lip Service cerca il suo spazio. Il pensionato di Sousaphone si gode, finalmente, il mare. I ragazzi di Nocturnal Journey e Don’t Change the Topic arrivano con dolore al punto (di non ritorno). I liceali di The Devil’s Harmony dichiarano il proprio amore fuori categoria. Il pianista di Eli – con la sua t-shirt dei Black Flag – evade e vola via, e il moto di Flow procede perpetuo. E, in questo momento storico dove quasi nulla pare avere senso, il nonsense di Fin de saison e Jusq’à l’os si fa movimento ironico verso un futuro ancora possibile. Senza troppa psicologia un tanto al chilo né becero ottimismo da balcone, può darsi fosse ciò che ci sentivamo – che volevamo sentirci – addosso stavolta.

Matteo Pennacchia, Sara Bianchi, Chiara Rosaia / Curatori

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