
Exhibition



SOUNDIES
Alberto Anhaus
Quiet Not Absent
Exhibition
VIDEOFLOW
SOGNO
VIDEOFLOW
RIFUGIO
ABADIR & N. CERVELLO
KITBASHING - LIVE A/V
SOUNDIES
Sogniamo per trovare rifugio, ci rifugiamo nei sogni per resistere. C’è un luogo che esiste solo quando chiudiamo gli occhi. Non è vuoto, non è veglia. Il sogno abita lì, dove il tempo si piega e le immagini respirano piano, dove ciò che ci spaventa e ciò che ci salva condividono la stessa stanza. Il rifugio non è un riparo solido, ma un gesto fragile: è ciò che costruiamo mentre il mondo trema, una forma temporanea in cui impariamo a restare. Nei suoi pensieri poetici sull’identità e la perdita, il poeta palestinese Mahmoud Darwish raccontava che «Sogniamo per poter continuare a esistere.». Sognare dunque non è fuggire, è restare. Il sogno disfa i confini, apre varchi, confonde i corpi e le memorie; il rifugio li raccoglie, li trattiene, offre una tregua. Nel sogno ci perdiamo per sopravvivere, nel rifugio impariamo a resistere senza scomparire. Niall Trask dirige per Alabaster DePlume Invincibility, dove sogno e realtà lottano tra loro di fronte al dolore. In Core di Stefan Wesolowski i corpi e la luce si ispirano all’ ”inemuri”, pratica culturale giapponese che significa “essere presenti dormendo”. L’immaginazione accarezza la realtà nelle opere di Max Baby, Leon Vynehall e Sound Of Fractures, dove sognare diventa un atto collettivo, un modo per trovare altri mondi mentre questo vacilla e restare, anche quando tutto spinge alla dispersione. 20 opere in concorso tra sogno e rifugio, territori instabili che mettono in discussione ciò che chiamiamo realtà e ciò che scegliamo di immaginare. Alberto Anhaus presenta la sua prima mostra personale Quiet Not Absent, un invito a attraversare paesaggi solitamente invisibili dando forma e suono alla materia. Abadir e Nicolò Cervello presentano il live A/V Kitbashing, ricostruendo una nuova realtà fatta di frammenti disallineati tra digitale e reale attraverso attimi che inseguono la logica dei sogni.
Forse il rifugio non è un luogo sicuro.
Forse è solo il tempo di un sogno.
Forse è proprio lì, in quello spazio fragile tra ciò che immaginiamo e ciò che ci protegge, che impariamo a vivere.
Alessandro Maccarrone / Curatore