SEEYOUSOUND 11 DIARY – DAY 3

Dopo due prime intense e ben accolte giornate il festival prosegue spedito. A prendersi la scena nel programma della domenica dell’undicesima edizione di Seeyousound è stato il documentario Booliron – Hip Hop in Riviera e soprattutto il live di Tormento e Dj Mastafive subito dopo la proiezione. Il film diretto da Francesco Figliola, che ha voluto raccontare quello che è nato culturalmente nella riviera romagnola quando alla fine degli anni ’80 sono arrivati i graffiti dei writers, le danze dei brakers e i dj amanti del rap. La celebrazione di un movimento importato dall’America che si è radicato culturalmente in Italia e uno squarcio del paese che è cresciuto fino al successo degli artisti di oggi. E a proposito di artisti di oggi il live di Tormento è stato quella che verrebbe da definire “una mina”. Mentre scorrevano i titoli di coda del documentario Tormento, fresco fresco dall’esibizione a Sanremo della scorsa settimana, ha cominciato a scaldare il pubblico con quello che pareva un sermone su quanto sia importante a passione e il mettere da parte il giudizio. Poi si sono accese le luci, Dj Mastafive ha cominciato a mixare i vari suoni street e Tormento ci ha messo la sua voce e la sua tecnica nel recitare le barre. Particolarmente ispirato il rapper ha intrattenuto il pubblico con la maestra e l’esperienza. Un repertoria che partiva dagli anni novanta, citando le persone con cui ha collaborato come il compianto Primo Brown e J-Ax per poi chiudere con “La mia parola”, il brano sanremese che aveva eseguito con Shablo, Guè e Joshua. Un’esibizione particolarmente divertente che ha portato una grande dose di “swag” e allegria dentro il Cinema Massimo.

foto di Davide Tacconelli

Dopo l’hip hop romagnolo non dobbiamo cambiare regione d’origine per trovare l’altro protagonista della giornata del festival. Going Underground, documentario sui Gaznevada ha riempito la sala 2 Rondolino. Il documentario sulla band bolognese in attività dal 1977 al 1988 (che si è poi riunita nel 2022) in concorso nella sezione Long Play Doc era molto atteso dal pubblico, curioso di rivivere la storia di una delle band più importanti nella scena post-punk e new wave italiana. La regista Lisa Bosi ha preso la parola per presentare il film al fianco del curatore Paolo Campana, per poi concedere le immagini e i suoni taglienti che aveva raccolto per questa storia. Etichette indipendenti, la radio libera Alice, i fumetti di Andrea Pazienza, case bolognesi occupate formano il panorama di questo viaggio. Se vi foste persi la proiezione il festival ne ha in programma una seconda giovedì 27 febbraio alle 21.15 a cui seguirà l’After Party al Capodoglio con i Gaznevada stessi a intrattenerci in riva ai Murazzi.

Un altro film in grado di riempire la sala 2 Rondolino durante giornata è stato il documentario Guido Harari – Sguardi Randagi, che è un piccolo affresco celebrativo sulla carriera di uno dei migliori fotografi nel mondo della musica. Guido, presente in sala e che presentato il film, ha raccontato la sua lunga carriera in cui è riuscita a scattare ritratti di artisti come Lou Reed, Pino Daniele e Fabrizio De Andrè. Una viaggio anche per incontrare nuovamente e ricordare momenti con una tangibile nostalgia assieme anche a Caterina Caselli, Gianna Nannini e Paolo Conte.