LA MACCHIA MONGOLICA

Un viaggio si può ripetere: lui cambia, noi cambiamo

1996, Massimo Zamboni, musicista e fondatore dei gruppi musicali CCCP e CSI, intraprende un viaggio in Mongolia che risulterà fondamentale per la sua carriera artistica e che segnerà la nascita del disco di maggior successo dei CSI: “Tabula Rasa Elettrificata”. Ma quel viaggio risulterà essere altrettanto fondativo dal lato umano e personale: sarà infatti proprio in Mongolia che Zamboni e la compagna Daniela decideranno di diventare anche genitori.
A vent’anni di distanza, su richiesta della figlia Caterina nata poco dopo quel viaggio, riaffronterà con lei e la moglie quello stesso viaggio, dall’Emilia e passando per la transiberiana. Un viaggio nell’appartenenza e nell’identità, per ritrovare le radici di quella macchia mongolica (segno epidermico presente su ogni nascituro mongolo, molto raro sugli europei) con cui nacque anche sua figlia Caterina. Ma la macchia mongola è tipica anche tra i bambini groenlandesi e giapponesi: un filo antropologico millenario che unisce i popoli della terra e che padre e figlia, cercano, insieme, di seguire e capire, andando così alle origini. Le proprie e quelle degli uomini tutti.
Per Massimo sarà un ritorno, un momento di intima sintesi, un confronto col passato, per la figlia sarà l’inizio di tutto. Un lascito generazionale ed un’iniziazione ad un altro viaggio, attraverso la vita.

Venerdì 28 Febbraio
Sala 1 Cabiria / Diplomatico
Ore 21.30
Alla presenza di Massimo Zamboni, a seguire reading live.

Audiodescrizione live in cuffia per ipovedenti e sottotitolazione facilitata per ipoudenti

ANNO:
REGIA:
DURATA:

2020

Piergiorgio Casotti

55 min