




LP FEATURE
MORTICIAN
THEY COME OUT OF MARGO
WOLVES
RAVE ON
EBONY & IVORY
LP FEATURE
Spesso ci scordiamo dei luoghi. Li diamo per scontati. Li interpretiamo in funzione astratta. Periferica. Ci scordiamo di quanto agiscano su e in noi, mentre noi agiamo su e in essi. Eppure. L’attualità – mai di tale antiattualità – si misura con questo oblio. Senza montare assurde equivalenze di grado morale (né nostalgismi di sorta), siano interi territori occupati e rasi al suolo, o centri sociali bersaglio dall’autoritarsimo idiota che dilaga, o strade percorse da migliaia di manifestanti, o parchi pubblici costellati da tende di universitari contro il caro affitti, o carceri sovraffollate, CPR vergognosi, sale cinematografiche e club e sale da concerto da tutelare, aule studio, uffici, fabbriche, cimiteri, le nostre dimore private, le vie della nostra città, tutto, nonostante il tempo consumato nello specchio nero dei device e nelle echo chambers e negli spazi digitali, tutto, o almeno tutto quanto sia ancora capace di produrre attrito, cioè una resistenza, riconduce sempre alla tangibilità dei luoghi concreti. Ci esigono. Domandano la nostra relazione. Se la prendono di forza. Succede – come in un istintivo sonar politico e psichico del presente – anche nei cinque film della sezione LP Feature 2026, che nella tessitura fra cinema e musica evidenziano nettamente centralità e agentività dei luoghi in cui si svolgono. Ne fanno un nodo inestricabile. Il cottage sperduto/luna park nevrotico di Ebony & Ivory. Il club techno/santuario di Rave On. L’appartamento di Atene/estensione identitaria di “They Come Out of Margo”. Il Canada/prigione di Mortician. Le autostrade e i palchi/labirinti ideologici ed emotivi di Wolves. Un inventario. Una mappa. Coordinate. Che provano a darci una traccia di senso (sapete, no? Questa è l’acqua…). A ricordarci qualcosa di cui spesso ci scordiamo nella realtà che avanza a ritmo di progressivi spaesamenti quotidiani: dove siamo.
Matteo Pennacchia / Curatore