Morton Subotnick è uno dei compositori più audaci dell’era moderna. Alla stregua di Philip Glass o Steve Reich, per decenni la sua musica è sfuggita al grande pubblico nonostante sia all’origine dei fugaci paesaggi sonori e dei battiti veloci e dell’elettronica moderna. A metà degli anni ’60, in collaborazione con l’ingegnere Don Buchla, l’artista progettò uno dei primi sintetizzatori al mondo, che utilizzò per il suo leggendario album Silver Apples of the Moon (1967), pietra miliare dell’era psichedelica recentemente inserito nel Registro Nazionale delle Registrazioni della Biblioteca del Congresso. Il film esplora il recente interesse per il suo lavoro, e ripercorre la sua carriera innovativa restituendo il ritratto intimo di un “padre della techno” mai sceso a compromessi.