Tra le impervie colline del Burundi un collettivo di hacker anticolonialisti guidato da Matalusa, minatore di coltan, e da Neptune, intersessuale in fuga, è disposto a tutto pur di sovvertire il regime che sta sfruttando la forza lavoro della popolazione locale. Musical fantascientifico che prende spunto dall’album “Martyr Loser King” del rapper americano Saul Williams, regista del film insieme all’attrice e scrittrice ruandese Anisia Uzeyman. Una storia di stampo afrofuturista che ci parla di diritti umani, identità di genere, problemi ambientali, tecnocapitalismo senza nessuna retorica. Reale e virtuale, presente e passato, sonno e veglia, maschile e femminile si confondono, tutto a suon di breakbeat, rap, dance e punk, in una liturgia ipnotica che sembra provenire dalle viscere dell’umanità.