Fama, ti mette lì dove le cose sono false
Fama, non è il tuo cervello, è solo la fiamma
Che brucia il tuo cambiamento per mantenerti pazzo
Bowie – FAME

Il tema del successo è presente nell’ambito della musica sin dai tempi in cui Beethoven, completamente sordo, piangeva di rabbia perché non riusciva a sentire gli applausi del pubblico.Da quando si è cominciato a registrare la musica, dopo le star del cinema, le rockstar, con i loro eccessi, sono diventate vere e proprie figure leggendarie e archetipe del mondo moderno, celebrate come i miti greci e adorate come dei.
Nella selezione di quest’anno emerge un fil rouge che attraverso i dieci film in competizione riguarda storie sulla ricerca di affermazione, sull’ascesa e la caduta, sulla geniale follia falciata dall’industria discografica, nel complesso tutte storie di uomini tesi irrimediabilmente verso la musica.
È la voglia di riscatto di un musicista che si fa strada nell’underground newyorkese (Beatbox) e di un orchestrale dell’industria di Bollywood (The Violin Player). È la biografia celebrativa della più venerata band del Sol Levante, gli X-Japan (We Are X), o il rise and fall di James Lavelle, emblematica figura del trip-hop inglese (The Man From Mo’Wax), o ancora la triste vicenda di Adrian Borland e della sua band, i The Sound (Walking in the Opposite Direction), altro rise and fall dal risvolto tragico. La leggenda vivente della nuova psychedelia nordica e la sua voglia di tornare sul palcoscenico (Born To Lose, film about Lorenzo Woodrose) non è da meno, come anche la fama intesa come follia salvifica del soldato Noni, che, persa la memoria, crede di essere una rockstar (Everything is Broken up and Dances), o l’irriverente sete di emergere di un collettivo di teenagers norvegesi (Dryads – Girls don’t cry). La poesia arriva con la passeggiata tra le note del compositore russo Oleg Karavaychuk, artista prediletto da Stalin (Oleg y las raras artes), e il tutto si chiude con una pausa meditativa dedicata a John Cage e al silenzio (In Pursuit of Silence).

Paolo Campana. Curatore della sezione in concorso – Lungometraggi