Soundies (Music video)

Il confronto con un’iconografia fatta di paradigmi della musica mainstream, fa sì che da anni gli autori più creativi di Music Video colgano la possibilità di muoversi in un ambito sperimentale in cui non rimane che sbizzarrirsi nella ricerca di infinite soluzioni originali.

È il formato stesso, definito dalle coordinate di durata del brano, a tracciare una sorta di palinsesto accogliente dentro al quale ci si può far prendere dall’esperienza dell’inedito. Una ricerca di libertà a volte ossessiva, ma entusiasmante e necessaria, incentrata sulla critica o il rovesciamento dei canoni di alcune tipologie mainstream. Un’operazione di ribaltamento dei codici che spesso si declina sul piano fisico, anatomico, ma anche sul rifiuto di certi stereotipi dell’arredamento o del design, o dei paesaggi e di certi schemi automatici nel riprendere e costruire gli ambienti naturali. In questa prospettiva, prevale l’interesse per l’idea di hybris, per la dismisura e la “mostruosità”, per il “difforme”. Si tratta comunque dell’interesse per la possibilità di intercettare nuovi equilibri formali, nuove soluzioni estetiche nella rappresentazione dell’Uomo, in relazione a “nuovi sguardi” offerti dalle tecnologie, con un’attenzione verso il campo medico e diagnostico.

Alcuni video sono veri e propri studi anatomici interessati a una reinvenzione del movimento. Sul piano delle storie, prevalgono situazioni che, rimandando al vissuto quotidiano, sono occasione per realizzare riflessioni sui paesaggi e i sentimenti. Molte prospettive narrative sono costruite approfondendo l’idea che l’ascolto di un brano musicale è sempre un’esperienza personale, una “doppia proiezione” che va dall’immagine al cervello, o viceversa, in cui lo spettatore diventa il creatore della visione. È la ricerca formale che fa danzare gli oggetti e ci invita a osservarli da punti di vista inediti, a reinventare un senso all’interno di racconti obbligati e uguali a se stessi.A emergere è l’idea di un linguaggio di convergenza per elaborare esperienze fotografiche estreme: alcuni clip sono ricerche sul movimento, nella consapevolezza degli strumenti e delle soluzioni offerte dal digitale.

Questa selezione consente di fare il punto sulle tecniche di animazione del contemporaneo, dai lavori in stop motion alla computer graphic, dal figurativo all’arte astratta. Non senza qualche riferimento alla storia del cinema e alle icone dell’immaginario pop, cosa che, trattandosi di rock’n’roll, non guasta mai!

Umberto Mosca . Curatore della sezione