“BUNCH OF KUNST – A FILM ABOUT SLEAFORD MODS” AL MASSIMO

È il 2009. Jason Williamson è un musicista quasi-quarantenne del Lincolnshire venuto su a cultura mod e Wu-Tang Clan, col groppone dell’insuccesso sempre in gola. Nessuno se lo è mai filato troppo, sia nei gruppi punk in cui ha militato, sia da cantautore solista, sia da turnista per band come gli Spiritualized. Si trova per caso a fare nottata in un club di Nottingham dove un altro quasi-quarantenne cresciuto in campagna e ora dj, Andrew Fearn, sta sparando nell’impianto la propria produzione grime. Detto fatto: i due socializzano, Fearn piazza le vocals di Williamson su un sample di Roni Size e insieme stringono un sodalizio dapprima chiamato That’s Shit, Try Harder, poi Sleaford Mods (Sleaford è una cittadina limitrofa a quella natia di Williamson).

Passano nove anni, un sacco di dischi, collaborazioni risonanti (Prodigy, Letfield) e la beatificazione per bocca di Iggy Pop tramite NME: “I love Sleaford Mods. I think they’re just about the most credible new group going that don’t rely on the old conventions to make the music feel good”. Ha ragione lo zio Iggy, probabilmente la “credibilità” è ciò che meglio si adatta a definire il combo inglese, senz’altro poco accondiscendente verso il gusto del pubblico di massa, col suo misto di basi minimaliste punk-elettroniche in loop ossessivo e il dialetto east-midlands di Williamson, a metà fra rap e spoken word. La politica musicale DIY contro la classe politica inglese, bersaglio di invettive chilometriche, insieme alla pop-culture, alle derive economiche della società costituita, all’alienazione, all’industria dell’intrattenimento. Invettive non buttate lì per attirare le mosche dell’attenzione mediatica, bensì per sfogare il disagio di chi il disagio lo vive quotidianamente.

Secondo Christine Franz, regista di “Bunch of Kunst”, nonostante le loro canzoni riferiscano in dettaglio quanto faccia schifo il Regno Unito contemporaneo, la rabbia degli Sleaford Mods è talmente locale da essere universale, come in un paradossale transfert collettivo. La Franz è una giornalista tedesca, e ha seguito i Mods per due anni in giro per l’Europa documentandone ascesa e attitudine. Seeyousound proietterà al Cinema Massimo il risultato del folle tour sabato 24 febbraio alle 21, per una serata in cui la musica riacquisterà la sacrosanta vis intransigente che, ahilei, ahinoi, sempre meno spesso la contraddistingue.

SEEYOUSOUND PRESENTA:
BUNCH OF KUNST (Gb, 2017, 103′, DCP, col., v.o. sott. it)
di Christine Franz
“La regista Christine Franz racconta la storia del duo punk attualmente più famoso d’Inghilterra, gli Sleaford Mods, testimoniando il percorso della band – composta da Jason Williamson e Andrew Fearn – dagli inizi operai ai primi concerti fino alla notorietà, ottenuta grazie a dischi come Divide and Exit e English Tapas” (Dal programma del Massimo)

Sabato 24 febbraio – h. 21
Ingresso 5 euro
Cinema Massimo, via Verdi 18 – Torino

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